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Visite guidate Arezzo e provincia PDF Stampa E-mail

Sono una guida, non un’agenzia di viaggi, ma conosco bene Arezzo e la sua provincia e posso darvi molti stimoli: fra le mie proposte potreste individuare quella gradita o potreste, invece, shakerarle e trovare la vostra sconfinando anche nella provincia di Siena.

Informatemi sui vostri interessi ed io vi proporrò un itinerario su misura, magari arricchito con un gioiello inatteso che molti turisti ignorano!

 

Arezzo


In quasi ogni gruppo che accompagno alla scoperta di Arezzo c’è una persona che mi dice:”Non credevo che Arezzo fosse così bella!” E’ vero, è una città che sorprende per la qualità estetica dei suoi monumenti e per la varietà ed il valore delle sue opere d’arte che talvolta sono uniche come la Croce di Cimabue, gli affreschi di Piero della Francesca o le vetrate di Guillaume de Marcillat. Notevoli sono anche la cattedrale, la Pieve di Santa Maria e la pittoresca Piazza Grande.

E’ possibile, su richiesta, inserire nel programma anche la Casa di Francesco Petrarca o quella di Giorgio Vasari; in tal caso, però, consiglierei la visita per l’intera giornata.

 

Durata: 3/6 h max

Eventuali ingressi da pagare: Basilica di San Francesco per gli affreschi di Piero della Francesca “La leggenda della Vera Croce”, previa prenotazione obbligatoria; Casa di Francesco Petrarca, Museo di Casa Vasari.

 

 

 

 

 

Benché Arezzo si presenti con il suo fascino prevalentemente medievale, ha una storia ed una cultura radicate in periodi ben più remoti. Propongo un tour che, oltre a comprendere il centro storico con le sue emergenze artistiche e architettoniche, include anche il Museo Archeologico, custode di reperti che vanno dal VI secolo a.C. al IV d.C. e fra essi ve ne sono di bellissimi! Suggestivo l’affaccio sull’antico anfiteatro. Il tour è completato dalla visita ad alcuni siti cittadini che risalgono al periodo etrusco.

 

Durata: 6 h max

Ingresso da pagare: Museo Archeologico.

 

 

Anche ad Arezzo, specie in primavera, gli studenti arrivano numerosi. Io lavoro con molte scuole e, credo, essenzialmente per due motivi: Arezzo e la sua provincia offrono i percorsi a tema più diversi che ben si adattano ai vari programmi degli studenti (quello etrusco-romano, medievale, rinascimentale, Vasariano, Pierfrancescano, etc). L’altro motivo credo di essere io, in quanto mi vengono solitamente riconosciuti chiarezza, capacità comunicativa e approccio didattico: se davvero queste sono le mie qualità, le devo certamente al mio passato di insegnante. Infine un particolare non trascurabile: il centro storico di Arezzo è monumentale, ma anche circoscritto e tranquillo … i professori sono i primi a rilassarsi e a godere della visita!

 

Durata: 3 o 6 h max sulla base del programma richiesto.

Eventuali ingressi da pagare: Basilica di San Francesco per gli affreschi di Piero della Francesca “La leggenda della Vera Croce”, previa prenotazione obbligatoria; Casa di Francesco Petrarca, Casa di Giorgio Vasari, Museo Archeologico.

 

 

L’oro di Arezzo non sono solo i suoi capolavori artistici, spesso unici,come la Croce di Cimabue o  “La Leggenda della Vera Croce”, celebre ciclo di affreschi di Piero della Francesca. E’ anche puro, scintillante metallo!

Visitando il centro storico scopriremo, fra le altre cose, il polittico a fondo oro di Pietro Lorenzetti, il busto reliquiario di San Donato, una splendida Madonna Hodigitria e alcune preziose croci duecentesche. Vi mostrerò dov’è nata la fabbrica 1AR, la prima e più grande fabbrica d’oro d’Europa, ed il suo attuale luogo di produzione: ne visiteremo il museo che mostra le prime, rudimentali macchine orafe e l’evoluzione del gusto dagli anni Venti del Novecento ad oggi, grazie ad una splendida serie di monili d’epoca. Possibile visione di un filmato sull’attività orafa e full immersion nello showroom della fabbrica per eventuali, vantaggiosi acquisti.

 

Durata: 6 h max

Ingresso da pagare: Basilica di San Francesco per gli affreschi di Piero della Francesca “La Leggenda della Vera Croce”,  previa prenotazione obbligatoria; opportuna la prenotazione anche presso la Ditta 1AR aperta, naturalmente, solo nei giorni feriali.

 

 

La visita del centro storico di Arezzo è sicuramente impreziosita se si inserisce il ciclo di affreschi “La Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca, che si trova nella trecentesca Basilica di San Francesco: questi celeberrimi dipinti di Piero, da soli, possono giustificare un viaggio! Ma non è tutto: in cattedrale si trova anche la Maria Maddalena dello stesso artista, che è una stupenda sintesi di valori cristiani e umanistici.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Basilica di San Francesco per gli affreschi di Piero della Francesca “La Leggenda della Vera Croce”, previa prenotazione obbligatoria.

 

 

Giorgio Vasari è nato ad Arezzo nel 1511 ed è stato uno dei personaggi che meglio hanno interpretato quel secolo con il suo eclettismo: è stato architetto, pittore, il primo storico dell’arte, il primo collezionista e di tutto ciò abbiamo testimonianza ad Arezzo. Durante il tour ascolterete le sue parole, ne scoprirete la casa che  lui progettò e decorò con grande impegno, vedrete una delle sue primissime opere e anche l’ultima; infine il suo cenotafio. Vedremo una sua importante ristrutturazione, la Badia delle SS Flora e Lucilla, e l’ultima, imponente realizzazione, il Palazzo delle Logge in Piazza Grande. ”. Visitando nel Museo d’Arte Medievale e Moderna, vi troverete altre sue opere e, in particolare, il suo più grande dipinto su tavola “Il convivio di Esther e Assuero”. Piazza Grande, invece, sarà possibile ammirarla in modo inusuale, salendo fino al campanile a vela da lui progettato per il Palazzo di Fraternita.

 

Durata: 6 h max, riducibili a 3 con un programma ben godibile, ma più contenuto.

Ingressi da pagare: Casa di Giorgio Vasari, Museo d’Arte Medievale e Moderna; eventualmente, Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria, Palazzo di Fraternita.

 

 

 

Chi viene ad Arezzo sa che “c’è Piero della Francesca”, ma quasi nessuno sa che Arezzo ospita una collezione di vetrate unica al mondo: semplicemente, le più belle vetrate al mondo del Cinquecento!

Si può dire che ogni chiesa abbia almeno una vetrata e forse è per questo che tendiamo a considerarla un utile quanto usuale elemento decorativo. Tuttavia, la vetrata può essere molto di più: essa può essere uno strumento di catechesi e un’espressione artistica di alto livello, proprio come quelle che un domenicano francese, Guillaume de Marcillat, ha lasciato in alcune chiese di Arezzo. Invito, dunque, a conoscere il bel centro storico di Arezzo e, in particolare, a scoprire i capolavori di questo maestro dell’arte vetraria che ci ha lasciato “il sole racchiuso nei vetri”.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria.

 

 

 

Non casualmente, proprio ad Arezzo, è stata organizzata nel 2009 un’importante mostra sui Della Robbia: nella nostra provincia ci sono almeno 160 Robbiane!

Questo tour si propone di far scoprire il centro storico di Arezzo sottolineando la presenza di belle opere lasciate in città da plasticatori del Rinascimento di cultura fiorentina e, in particolare, da Luca, Andrea, Giovanni e Girolamo della Robbia, fautori di “un’arte nuova, utile e bellissima”.

 

Durata: 3h estensibili all’intera giornata (6 h max) se il tour viene completato con la visita della Chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il Museo d’Arte Medievale e Moderna.

Ingressi da pagare:  Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria, e Museo d’Arte Medievale e Moderna.

 

 

 

 

Tour che permette di scoprire un centro storico che sorprende per la qualità estetica dei suoi monumenti, la bellezza degli scorci ed il valore, talvolta eccelso, delle sue opere d’arte. Vedremo la Basilica di San Domenico con la Croce di Cimabue, la cattedrale con le scintillanti Robbiane, le sorprendenti vetrate cinquecentesche e la Maria Maddalena di Piero della Francesca; quindi Palazzo Pretorio, Piazza Grande e la Pieve.

Molti di questi siti si ritrovano anche ne “La vita è bella” di Roberto Benigni, girato in buona parte in città. Ad essi aggiungerò tutti gli altri luoghi utilizzati come set …. vi sembrerà di essere nel film!

 

Durata: 3h max

Eventuale ingresso da pagare: Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria.

 

 

 

Tour alla scoperta del centro storico di Arezzo con le sue inaspettate bellezze dentro e fuori i suoi monumenti: la Basilica di San Domenico con la Croce di Cimabue, la cattedrale con le luminose Robbiane, le splendide vetrate e la Maria Maddalena di Piero della Francesca; quindi Palazzo Pretorio, Piazza Grande e la Pieve.

Dopo pranzo un “tuffo” fra le centinaia di banchi della Fiera Antiquaria di Arezzo, la più antica e la più grande d’Italia, organizzata la prima domenica del mese ed il sabato precedente: il centro storico di Arezzo è letteralmente invaso dalle merci più varie che ci parlano del nostro passato; mobili, dipinti e oggettistica, spesso diversissimi fra loro per epoca e qualità, sono proposti in modo disordinato invitando il visitatore al piacere della scoperta. Raffinati negozi antiquari e botteghe di ricercatori e collezionisti affiancano e completano le proposte di una Fiera colorata e coinvolgente.

 

Durata: 3 h max per la visita del centro storico, estensibili all’intera giornata (6 h max) se si desidera includere anche la Casa Museo di Ivan Bruschi, palazzetto trecentesco in cui viveva il fondatore della Fiera Antiquaria e nel quale ha collezionato migliaia di pezzi che evocano il suo gusto e la sua curiosità intellettuale; indimenticabile veduta di Arezzo dal terrazzo dell’ultimo piano!

Ingresso da pagare: Casa Museo di Ivan Bruschi, eventualmente anche la Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria.

 

 

 

Quando ad Arezzo si dice “Saracino” si intende, naturalmente, la Giostra del Saracino, gioco in costume che risale almeno alla prima metà del Cinquecento: si tratta di una guerra simbolica fra il Saracino ed i rappresentanti dei quattro quartieri storici di Arezzo che si svolge nella stupenda cornice di Piazza Grande; il quartiere che prevale riceve in premio l’agognata “lancia d’oro”. C’è rivalità, competitività, abilità, colori e voglia di stare insieme!  La Giostra del Saracino è organizzata due volte l’anno: la prima domenica di settembre, di pomeriggio, e il penultimo sabato di giugno, in notturna. Momenti di particolare godimento sensoriale sono la cena propiziatoria, che è possibile prenotare, e la visione del corteo storico animato da circa trecento figuranti … senza parlare della Giostra!

Il tour comprende la visita del centro storico di Arezzo, mentre l’Araldo, preceduto dai Musici del Comune, attraversa la città per bandire la grande disfida, e della sede di uno dei quartieri.

 

Durata: 3/6 h max

Eventuale ingresso da pagare: biglietto per assistere alla Giostra del Saracino.

 

 

 

 

Fra i numerosi mercati organizzati ad Arezzo durante tutto l’anno, ce n’è uno che è realmente storico: è la Fiera di Settembre, o del Mestolo, che tutti gli anni viene organizzata il 9, 10 e 11 settembre. Il nome è evocativo di una società contadina, semplice e povera, che coglieva l’occasione dell’annuale fiera per fare qualche acquisto, magari anche solo di un mestolo nuovo che però in mano ai giovani poteva diventare un’invadente e irriverente strumento di socializzazione!

Propongo di venire a scoprire il bel centro storico di Arezzo in uno di questi giorni per avere la possibilità, nel pomeriggio, di visitare anche la grande Fiera del Mestolo che anima la parte nuova della città.

 

Durata: 3h max

Eventuale ingresso da pagare: Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria.

 

 

 

 

Il tour toccherà tutte le tappe della presenza francescana in città, compresi il luogo del “miracolo della cacciata dei diavoli” e l’abitazione del Beato Benedetto Sinigardi, l’autore dell’ Angelus. Infine visiteremo la Basilica di San Francesco, dove predicò anche San Bernardino da Siena e dove scopriremo molti capolavori, in particolare, il celebre ciclo di affreschi “La Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca.

 

Durata: h 2,50

Ingresso da pagare: Basilica di San Francesco

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

Il tour è dedicato al più importante pittore italiano del Quattrocento che è nato a Sansepolcro e ha lasciato ad Arezzo e nella Valtiberina aretina molti capolavori. Esso inizia con il centro storico di Arezzo, nella cui cattedrale si trova la Maria Maddalena di Piero; tuttavia, la meta principale sarà la Cappella Bacci nella trecentesca Basilica di san Francesco, perché vi si trova il celebre ciclo di affreschi che da solo può giustificare un viaggio: “La Leggenda della Vera Croce”. Il percorso pomeridiano interesserà la Valtiberina: vedremo la Madonna del Parto a Monterchi, insolita rappresentazione di una giovane Madonna incinta e fragile e poi arriveremo a Sansepolcro. Nel piccolo, ma ricco Museo Civico sono presenti diverse sue opere, compreso “il più bel dipinto del mondo”: la Resurrezione. Una passeggiata nell’arioso ed elegante centro storico ci permetterà di scoprire, fra gli altri monumenti, la Casa di Piero della Francesca ed una cattedrale ricca di capolavori!

 

Durata: 6 h max

Ingressi da pagare: Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria; Museo della Madonna del Parto, Museo Civico di Sansepolcro.

 

 

 

Questo percorso permette di scoprire le notevoli testimonianze rimaste ad Arezzo di imponenti fortificazioni medievali e rinascimentali, oltre a due storiche porte di accesso alla città. Il tour comprenderà anche la visita della Basilica di San Domenico con la famosa Croce di Cimabue.

 

Durata: h 2,30 ca.

Nessun ingresso da pagare.

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

Il tour prenderà le mosse dal Museo Archeologico, l’unico luogo in città dove si possono scoprire le sue radici etrusche e romane. Dopo la visita ci inoltreremo nel centro storico dove troveremo siti con resti monumentali o evocativi dell’importante passato di Arretium.

 

Durata: h 3/3,30

Ingresso da pagare: Museo Archeologico

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

Il tour toccherà tutte le tappe della presenza francescana in città, compresi il luogo del “miracolo della cacciata dei diavoli” e l’abitazione del Beato Benedetto Sinigardi, l’autore dell’ Angelus. Infine visiteremo la Basilica di San Francesco, dove predicò anche San Bernardino da Siena e dove scopriremo molti capolavori, in particolare, il celebre ciclo di affreschi “La Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca.

 

Durata: h 3 ca.

Ingresso da pagare: Basilica di San Francesco

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

Casentino

 

Il Casentino coincide con l’alta valle dell’Arno ed è incuneato fra il Pratomagno e l’Alpe di Catenaia; è un territorio molto mosso e verde dove esiste dal 1993 il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e di Campigna. Il Casentino è espressione di una secolare e visibile stratificazione culturale: prima gli Etruschi, poi i Romani, quindi il lungo Medioevo che ha visto il fenomeno dell’incastellamento sulle sommità collinari da parte delle famiglie emergenti e, su tutte, i Conti Guidi.

“Terra di passione e di preghiera”: il Casentino è stato, infatti, luogo di rivalità e aspri combattimenti, ma è stato anche scelto da San Francesco, San Romualdo e San Giovanni Gualberto per la sua appartata bellezza. Dovunque castelli, pievi, eremi e santuari, ma anche gastronomia e panorami unici.

 

Il borgo medievale di Poppi è rimasto pressoché intatto con il suo centro storico allungato su un crinale di cui il castello e la Badia di San Fedele costituiscono le monumentali estremità. E’ espressione del potere dell’antica famiglia dei Conti Guidi che dal X secolo al 1440 lo estese fino a coprire molte zone della Toscana; poi però, nel 1440,  il Conte Francesco sbagliò alleanza e Firenze si vendicò. Il castello ci consegna un’immagine possente e aggressiva, di totale dominio su tutto l’Alto Casentino, ma allo stesso tempo ospita al suo interno spazi colti come l’antica Biblioteca Rilliana, la Cappella affrescata da Taddeo Gaddi negli anni trenta del XIV secolo, o dettagli garbatamente eleganti come l’ardita scala quattrocentesca che impreziosisce il cortile. Visitarlo significa davvero riuscire ad immaginare la vita che vi si svolgeva all’interno.

Dal castello, camminando sotto antichi portici, si arriva alla Badia di San Fedele che ospita pregevoli opere: la Madonna con il Bambino del Maestro della Maddalena (XIII secolo), il Crocifisso giottesco ed il secentesco reliquiario del Beato Torello.

Poppi è un luogo molto evocativo: non si può non pensare alla famosa battaglia di Campaldino che si svolse nella piana dietro la collina nel 1289 e che vide partecipare Dante fra i feditori fiorentini, con suo sommo spavento. Lo stesso patrono, il Beato Torello, visse sessant’anni nella foresta e rese mansueto il lupo Manino, bestia feroce che si nutriva di essere umani. La Torre dei Diavoli ci ricorda la nobildonna Telda che era invece feroce con i suoi giovani amanti. Di Poppi era anche  Tommaso Crudeli, colto poeta estemporaneo settecentesco che conosceva la letteratura inglese e fu ingiustamente rinchiuso in prigione; nessuna sorpresa quindi se Emma Perodi ha ambientato “Le novelle della nonna” proprio in questo territorio!

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Castello di Poppi

 

 

 

 

Fu a  Camaldoli che, più di mille anni fa, San Romualdo attuò la sua riforma fondando un eremo ed un monastero per dare ai suoi seguaci la possibilità di sperimentare sia la vita eremitica che quella cenobitica, in uno scambio vivificante ben simboleggiato dall’emblema scelto: due colombe che si abbeverano allo stesso calice.

Al Monastero, ancora oggi centro culturale e luogo di incontri ecumenici, il chiostro di Maldolo e la Cappella dello Spirito Santo danno un’idea delle primitive strutture, mentre la chiesa dei SS. Donato e Ilariano presenta ricche decorazioni barocche  e ben cinque opere di Giorgio Vasari dipinte fra il 1537 e il 1540. Consigliata la sosta all’Antica Farmacia dei monaci per vedere l’antico laboratorio galenico e per operare una difficile scelta fra la quantità di prodotti in mostra, realizzati ancora secondo antiche ricette.

Se si ha tempo è molto bello e non particolarmente stancante raggiungere l’Eremo a piedi attraverso l’abetaia: è l’unico modo per cogliere il secolare impegno dei monaci nel creare le abetine ed il significato trascendente che essi attribuivano a questa attività. Inoltre, s’incontrano la Cappella della Madonna della Neve, quella di San Romualdo e le “Tre Croci”, ovvero l’inizio della clausura fino al XX secolo. L’Eremo non è visitabile, ma appare molto suggestivo oltre la cancellata in ferro; per avere un’idea delle celle dei monaci si può entrare in quella detta di San Romualdo. E’ assai contrastante lo stile barocco della chiesa di San Salvatore Trasfigurato, ma di nuovo si riscopre una calda dimensione monastica nell’Aula Capitolare.

 

Durata: 3 h max, estensibili a 6 se si aggiunge l’escursione nella foresta.

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

La provincia di Arezzo ospita tre importanti luoghi francescani, dei quali il Santuario della Verna è in assoluto il più significativo, perché è qui che un giorno di settembre del 1224 San Francesco ricevette le Stimmate e divenne l’Alter Christus. La passeggiata per arrivare al Santuario avviene in una monumentale foresta punteggiata da rocce enormi che danno un’idea del suo aspetto selvaggio all’epoca di San Francesco; poi nel Santuario è tutto un crescendo: il primitivo accesso detto la Porta degli Uccelli, la chiesetta di S. Maria degli Angeli che Francesco volle piccola come la Porziuncola, la Basilica dell’Assunta con splendidi invetriati Robbiani e le sacre reliquie di Francesco, il suo letto di pietra, la prima e la seconda cella, il Sasso Spicco miracolosamente sporgente, il Precipizio del Diavolo e, soprattutto, la Cappella delle Stimmate con un’imponente Crocifissione di Andrea della Robbia e la pietra che indica il luogo esatto in cui avvenne il fatto miracoloso.

E’ molto interessante visitare anche il piccolo Museo del Santuario prospiciente il chiostro quattrocentesco: vi si trovano codici miniati, preziosi parati, quadri, sculture, il laboratorio del frate speziale e l’antica cucina dei frati con un’incredibile canna fumaria.

 

Durata: 3 h max

Offerta libera al Museo

 

 

 

 

 

A Stia e dintorni si iniziò a produrre panni di lana nel Medio Evo, come un po’ dappertutto. Tuttavia, fu nell’Ottocento che la produzione ebbe grande impulso tale da competere con Biella e, soprattutto, si caratterizzò: nacque il coloratissimo Panno del Casentino!

La visita che propongo riguarda naturalmente la Pieve di Santa Maria Assunta con le sue belle opere d’arte, Piazza Tanucci, “il salotto” di Stia, che si inerpica su per la collina per collegarsi con il soprastante Castello di Porciano; ma concerne anche il vasto show-room che si trova nell’antica zona industriale ed il Museo della Lana.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Museo della Lana

 

 

 

 

 

 

La Pieve di Romena è certamente la più bella Pieve del Casentino, particolarmente valorizzata dalla sua posizione panoramica e dalla decorazione scultorea. A breve distanza si trova il Castello di Romena che è appartenuto ad un potente ramo dei Conti Guidi ed ospita la più importante collezione archeologica privata del Casentino. Ai piedi del castello c’è l’antico mercatale, Pratovecchio, dove si possono vedere le opere che un tempo abbellivano la Pieve di Romena. E non lontano si fanno i migliori tortelli del Casentino …. e anche la scottiglia!

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Castello di Romena

 

 

 

 

 

 

 

Il Casentino è stato un luogo di fervore religioso già in epoca etrusca e ancora nel Quattrocento vi si costruivano imponenti santuari. Nei pressi di Bibbiena ve ne sono due molto importanti e anche estremamente diversi l’uno dall’altro: la Pieve di Sant’ Antonino a Socana ed il Santuario di Santa Maria del Sasso.

L’attuale Pieve a Socana permette di visualizzare le due pievi precedenti e, soprattutto, il santuario etrusco sul quale è sorta: infatti, un’ara sacrificale di grandi dimensioni si trova dietro l’abside della Pieve, sotto la quale si intravedono alcuni scalini che permettevano di accedere al tempio etrusco su cui essa è stata costruita.

Santa Maria del Sasso è l’unico santuario finanziato dai Medici in Casentino ed è caratterizzato da un delicato gusto fiorentino quattrocentesco; benché dedicato alla Madonna del Sasso, vi si venera anche la Madonna del Buio!

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

 

 

 

 

Per chi è motivato e ha un giorno e mezzo a disposizione suggerisco questo percorso che prende le mosse dalla Verna, il monte donato a San Francesco dal Conte Orlando Cattani nel 1213. Alla Verna le tracce lasciate da San Francesco sono numerose e ancor più quelle lasciate dalla devozione popolare, come le splendide Robbiane: arte e misticismo sono inscindibili.

Non sappiamo quante volte il “poverello di Assisi” si sia recato lassù, ma sappiamo per certo che per tornare ad Assisi egli raggiungeva a piedi prima Monte Casale, in Valtiberina, e poi Le Celle, in Valdichiana.

Monte Casale, antico lebbrosario sopra Sansepolcro, ha molto in comune con La Verna: natura incontaminata e posizione panoramica. Seppur piccolo e molto “francescano”, non è privo di opere d’arte ma, soprattutto è un luogo che evoca l’aneddoto (o parabola?) dei cavolfiori e quello dei ladroni, che esprimono concetti fondamentali della catechesi francescana.

Infine l’Eremo delle Celle, in una vallecola profonda sita ai piedi di Cortona: finché non vi si arriva, non si sospetta di trovare quel luogo magico dove Francesco, ormai quasi cieco, dettò il suo testamento spirituale.

 

 

Durata: si tratta di tre mezze giornate, dedicate in ordine al Santuario della Verna (3 h max), all’Eremo di Monte Casale e al borgo di Sansepolcro (3 h max), alle Celle e al centro storico di Cortona (3 h max)

Nessun ingresso da pagare; offerta libera al Museo del Santuario della Verna

 

 

 

 

 

 

Valdarno

Qualche milione di anni fa il Valdarno era un lago Pliocenico che vi ha lasciato importanti resti paleontologici ed una risorsa energetica sfruttata fino a buona parte del Novecento: la lignite. Quando il lago si svuotò, molti corsi d’acqua provenienti dal Pratomagno solcarono i depositi sedimentati sul fondo dell’antico lago, li incisero con violenza e crearono quelle pittoresche colline note come “Balze”: è un’area protetta di interesse paesaggistico e geologico, ricca di fattorie e piccoli centri  agricoli. In alto la Setteponti, antico percorso etrusco-romano, punteggiata dalle Pievi; in basso le “città nuove” progettate alla fine del Duecento da Arnolfo di Cambio per Firenze, desiderosa di difendere il confine ed i suoi granai dalla ghibellina Arezzo.

Valdarno vuol dire anche eccellenze eno-gastronomiche: un olio fruttato, pieno e intenso, con bassissima acidità e quindi fra i migliori del mondo, un Chianti robusto e rosso rubino, il famoso “pollo del Valdarno” dalle zampe gialle, il raro fagiolo zolfino, quasi senza buccia, cremoso e saporito. Da questi ingredienti nasce la sapida tradizione gastronomica di questa valle fatta di minestra di pane, ribollita, panzanella, umidi e stufati … e da essi derivano anche le sagre, in particolare, i “Perdoni”, in cui l’aspetto religioso si intreccia con quello fieristico.

 

La Setteponti è una bella strada, sinuosa e panoramica, che corre nell’Alto Valdarno ai piedi del Pratomagno; già nel II secolo a.C. collegava Arezzo con Fiesole con il nome di Cassia Vetus. Nel Medio Evo essa cominciò ad essere punteggiata da chiesette rurali battesimali: le Pievi.

Questo tour prende le mosse da Ponte Buriano, per alcuni “il ponte della Gioconda”, comprende un pittoresco borgo “Il Borro” e si conclude con la Pieve più bella: la Pieve di Gropina. Infine una passeggiata nel vicino, antico paese di Loro Ciuffenna.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

 

Io sono nata a San Giovanni Valdarno e ci ho vissuto a lungo: è una cittadina vivace e nella quale ci si muove molto bene perché le strade sono tutte ortogonali l’una all’altra; in effetti, benché trecentesca, San Giovanni è nata a tavolino come “città nuova” fiorentina su un confine, all’epoca, molto disturbato da soggetti temibili, come Arezzo, o fastidiosi, come le potenti famiglie ghibelline del contado.

Il tour comprende il centro storico di San Giovanni Valdarno con il Palazzo Comunale progettato da Arnolfo di Cambio, Corso Italia su cui si affacciano le case natali di Masaccio e di Giovanni da San Giovanni, quindi la chiesa di San Lorenzo, con le sue belle opere e i suoi misteri, infine la Basilica con il piccolo museo che ospita opere pregevoli, come l’Annunciazione del Beato Angelico. Naturalmente passeggeremo anche per i “chiassini” per comprendere l’impianto urbanistico di quest’antica “città nuova”.

Due sono i periodi consigliati per la visita di San Giovanni: a Carnevale, quando ci sono “gli Uffizi” e si mangia il famoso “stufato alla sangiovannese”, e a settembre quando c’è l’antica Fiera della Rificolona.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Museo della Basilica.

 

 

 

 

 

Montevarchi ha più di mille anni e nacque come mercatale di un vicino castello. Presenta una pianta a fuso ed una volta era un paese murato che aveva tre porte, delle quali rimane solo quella della Cancelleria con la sua struttura doppia; dell’antico sistema difensivo resta anche il Cassero ed un breve tratto di mura.

Visiteremo la Collegiata di San Lorenzo, “uno degli esempi più belli di barocchetto toscano”, che conserva un’importante reliquia: la reliquia del Sacro Latte. Nell’adiacente Museo di Arte Sacra vedremo il monumentale tempietto invetriato di Andrea della Robbia, realizzato per ospitare la reliquia mariana che sarebbe parte di quella conservata nella Sainte Chapelle di Parigi; notevole anche un bassorilievo raffigurante la consegna della reliquia. Avremo anche occasione di vedere anche alcuni edifici in stile liberty, la cui penetrazione a Montevarchi iniziò nei primi anni del Novecento e continuò fin verso la metà degli anni Trenta.

 

Trasferimento a Cavriglia dove visiteremo la Pieve di San Giovanni Battista e l’attiguo museo di Arte Sacra. Infine una bellissima Pieve: la Pieve di San Pancrazio.

Nella giusta stagione, propongo una godibile estensione al famoso Roseto Fineschi.

 

 

Durata: 6 h max

Ingressi da pagare: Museo di Arte Sacra di Montevarchi, Museo di Arte Sacra di Cavriglia, Roseto Fineschi.

 

 

 

 

 

Si può dire che la sommità su cui si erge il Castello di Cennina abbia sempre ospitato almeno una torre di vedetta: sotto passava un percorso etrusco che si tradusse più tardi nella Cassia Adrianea del II secolo d.C. Cennina ha il tipico impianto avvolgente del castello di poggio che si conclude con una piazzetta circolare, con cisterna e abitazioni riferibili al XII – XIV secolo. Veduta mozzafiato.

Non distante si trova Badia a Ruoti, potente abbazia benedettina che aderì alla riforma camaldolese nel 1076: è al centro del paese e la sua chiesa ospita una bella opera di Neri di Bicci.

Uscendo dalla Val d’Ambra si trova Levane che è un toponimo etrusco come Cennina. A sinistra dell’attuale provinciale, su un’altura, c’è il Santuario di Santa Maria delle Ginestre, le cui notizie risalgono al XIII secolo, quando era chiamato Santa Maria in Castelvecchio.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

 

Castelfranco di Sopra si trova su un altopiano di origine pleistocenica che domina la valle dell’Arno. Fu una delle “città nuove” progettate da Firenze alla fine del Duecento: la pianta è insolitamente quadrata con piazza centrale e strade ortogonali, mura e quattro porte-torri. Visiteremo la chiesa di San Filippo Neri, il Palazzo Comunale, la chiesa di San Tommaso e Casa Campa, stazione di posta trecentesca.

In base ai documenti esistenti, la vicina Badia di Soffena è un complesso risalente all’XI secolo, ma la chiesa fu ristrutturata nel XIV secolo quando fu decorata con interessanti affreschi. Recenti indagini archeologiche hanno messo in luce resti risalenti all’VIII-IV secolo a.C.

La Pieve di Santa Maria a Scò è una delle più antiche del Valdarno; infatti, documenti provano una fondazione antecedente al Mille. Fin dalle origini essa ha costituito l’elemento aggregante delle popolazioni che vivevano negli insediamenti sparsi, formatisi presso i mulini e i frantoi che sfruttavano l’energia di origine meccanica dell’acqua del Resco che, deviato in un canale artificiale di qualche chilometro, concludeva la sua corsa a valle nel torrente Faella.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

 

Valdichiana

Bagnata un tempo dal fiume Clanis, che le ha dato il nome, dopo l’antico impaludamento la Valdichiana è ritornata a fiorire con la bonifica Leopoldina di fine Settecento, della quale sono monumentali testimoni le belle case coloniche collocate ciascuna al centro del proprio podere: archi, loggiato, colombaia e fienile.

Borghi antichi in posizione panoramica e, spesso, ancora cinti da mura; importanti siti archeologici che raccontano l’antica presenza degli Etruschi e dei Romani e musei, piccoli e grandi, che mostrano pregevoli reperti, talvolta, di recentissima scoperta.

Cucina di tipo contadino con i maccheroni all’ocio (sugo di anatra), l’arrosto misto e la porchetta: maiale cotto intero con profusione d’aglio e di finocchio selvatico, specialità di Monte San Savino. Da non dimenticare la bistecca … d’altronde la migliore carne per la bistecca alla fiorentina, cioè la razza Chianina, viene proprio da qui!

 

 

Qualche anno fa un turista americano mi chiese se era vero che Cortona è fra i 13 siti al mondo che si “devono” vedere; rimasi stupita ma, evidentemente, questo è ciò che circola in rete … tuttavia, è assolutamente vero che ci sono molti motivi per visitare Cortona!

Ecco il primo: Cortona è l’ennesimo esempio di stratificazione storica dove si è accolti da mura del IV secolo con una porta del II secolo a.C., si può passeggiare lungo il pomerio etrusco e romano, per poi entrare in delizioso vicolo duecentesco. Belle e ricche di capolavori sono le sue chiese come la cattedrale, San Francesco e San Domenico; varie sono le sue piazze che offrono scorci pittoreschi e panoramici, spesso mozzafiato. L’aria è pura e nel cielo estivo sfrecciano tante rondini.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare.

 

 

 

 

 

 

L’antica Kurtun fu una delle più importanti lucumonìe etrusche dal VI secolo a.C.  in poi e ciò è stato provato anche da importanti rinvenimenti che hanno avuto luogo in tempi relativamente recenti. Per questo motivo il tour prenderà le mosse dal Parco Archeologico dove vedremo il Melone 2 del Sodo (su richiesta anche il Melone 1); continuerà con la porta Bifora etrusca e le numerose testimonianze archeologiche del centro storico. Estremamente godibile e rivelatrice sarà la visita al bel museo MAEC dove, fra l’altro, vedremo i raffinati corredi delle tombe visitate in precedenza.

 

Durata: 3 h max

Ingressi da pagare: Melone 1 del Sodo, MAEC.

 

 

 

 

 

Una delle dimensioni importanti di Cortona, che non può essere colta nell’animato centro cittadino, è quella mistica. Cortona ha tre santi protettori e alla terza, Santa Margherita, è stato dedicato un bel santuario che si erge a 620 m di altitudine: ne ospita le spoglie, il cenotafio ed il pregevole Crocifisso davanti al quale lei si raccoglieva in preghiera. Una sua immagine si trova al Museo Diocesano, che è celebre anche per la famosa Annunciazione del Beato Angelico. Tuttavia, è stato il passaggio di San Francesco a lasciare più di un segno a Cortona: c’è la chiesa di San Francesco, progettata da frate Elia il quale vi portò anche importanti reliquie ma, soprattutto, c’è l’Eremo delle Celle, tanto pittoresco quanto mistico: il frutto dell’operosità dei francescani nell’arco di più di mezzo millennio, in un angolo sereno e nascosto della campagna cortonese.

 

Durata: 3/6 h max

Ingresso da pagare: Museo Diocesano

 

 

 

 

 

 

Fra le varie ferie organizzate tradizionalmente a Cortona, propongo la Sagra della bistecca che cade a Ferragosto: un’enorme griglia permette la continua attività di svariati cuochi. La qualità è garantita: la Valdichiana ha dato origine ad una razza bovina, la Chianina, che è certamente la migliore per una sapida “bistecca alla fiorentina”

Il tour comprenderà la Porta Bifora etrusca, il medievale vicolo Jannelli, la cattedrale, l’antico Palazzo Pretorio, la Piazza del Comune e la chiesa di San Domenico, dietro la quale c’è il Parterre che ospita la sagra.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

Il successo del libro di Frances Mayes ha enormemente diffuso la conoscenza di Cortona, tanto che per tre estati vi si è svolto l’omonimo festival estivo che ha goduto di un’ottima reputazione a livello internazionale.

Il film che è stato tratto dal libro fu girato naturalmente a Cortona e il tour si propone di scoprire il centro storico con le sue emergenze storico-artistiche, senza trascurare i set delle varie scene e Bramasole, la villa di cui si parla nel libro.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

Cortona è particolarmente vivace e propositiva durante l’ultima settimana di luglio quando musica, balletto, documentari e incontri con personalità di livello nazionale e internazionale animano la città. L’obiettivo è uno: l’incontro, la miscelatura, la contaminazione delle più diverse sollecitazioni culturali …. Il Mix Festival insomma!

Prima della partecipazione individuale all’evento scelto, propongo la visita guidata del centro storico valorizzato dalla presenza di monumenti che coprono duemila anni di storia!

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

 

Passeggiare per Monte San Savino è molto piacevole e interessante, perché significa vederne l’evoluzione urbanistica dall’antica fortificazione nell’Aialta agli interventi voluti dal Card. Antonio del Monte nel XVI secolo. Inoltre, Monte San Savino è terra di plasticatori fin dal Rinascimento: interessante la raccolta di terrecotte esposte nel Museo Comunale del Cassero e notevole è la chiesa di Santa Chiara che accoglie le opere del figlio più celebre del Monte: Andrea Contucci, detto il Sansovino.

In provincia di Arezzo Monte San Savino è stato l’unico borgo che ha ospitato uno stabile insediamento ebraico dal 1627 al 1799: esistono ancora il ghetto, la sinagoga e il cimitero.

 

Durata: 3 h max estensibili a 6 se si inseriscono il Castello di Gargonza, bell’esempio di villaggio rurale medievale fortificato, ed il Santuario delle Vertighe, che ospita uno dei dipinti più antichi del territorio.

 

Ingresso da pagare: Museo Comunale del Cassero

 

 

 

 

 

 

Foiano della Chiana si trova nel cuore della Valdichiana ed è sempre stato un fiorente centro agricolo. E’ molto conosciuto per il suo carnevale che, formalmente, inizia nel 1866 ma è radicato nelle tradizioni locali da quasi mezzo millennio; meno note sono le sue attrazioni turistiche che sono tuttavia presenti e si chiamano Robbiane: nelle sue chiese, infatti, svariati membri della celebre famiglia di plasticatori hanno lasciato opere smaglianti e anche monumentali.

Dopo aver visitato il centro storico di Foiano, ci sposteremo a Farneta: visiteremo la chiesa abbaziale degli antichi monaci benedettini ed il piccolo e insolito Museo Paleontologico.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

 

Lucignano ha un singolare impianto urbanistico: ha una pianta ellittica formata da una serie di anelli concentrici. E’ bello passeggiare per le sue strade e i suoi vicoli pieni di vasi … è come fare un girotondo che conduce all’antica arce del borgo, dove si trovano il Comune e la chiesa di San Francesco: in questa chiesa le opere sono numerose e fra tutte colpisce una Morte bella e bionda che sta sferrando il suo attacco. Nell’adiacente Museo Comunale si trovano altri capolavori quale l’Albero d’Oro, l’unico esempio al mondo di reliquiario a foggia d’albero, iniziato nel 1350 e terminato nel 1471 da Gabriello d’Antonio, noto orafo senese. La fattura è estremamente preziosa, raffinata e simbolica; il contenuto è evidentemente religioso, ma ormai si è affermata una leggenda secondo la quale l’Albero porta fortuna agli innamorati che si scambiano promesse d’amore davanti al monumentale reliquario.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Museo Comunale

 

 

 

 

 

Gli Etruschi si insediarono sulla sommità della collina di Castiglion Fiorentino a partire dall’ VIII secolo a.C. e da allora il sito è rimasto ininterrottamente abitato: ai suoi piedi la ferace Valdichiana, alle spalle il Preappennino ricoperto di oliveti. Il suo centro storico è ricco di edifici sia medievali che rinascimentali, oltreché di musei: ospita infatti la Pinacoteca, il Museo Archeologico con gli adiacenti scavi ed il Museo della Pieve.

Il tour permetterà di scoprire le mura, Porta Fiorentina, la Collegiata, la chiesa di San Francesco, la chiesa del Gesù e il Cassero.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: eventualmente un museo.

 

 

 

 

Per chi è motivato e ha un giorno e mezzo a disposizione suggerisco questo percorso che prende le mosse dalla Verna, il monte donato a San Francesco dal Conte Orlando Cattani nel 1213. Alla Verna le tracce lasciate da San Francesco sono numerose e ancor più quelle lasciate dalla devozione popolare, come le splendide Robbiane: arte e misticismo sono inscindibili.

Non sappiamo quante volte il “poverello di Assisi” si sia recato lassù, ma sappiamo per certo che per tornare ad Assisi egli raggiungeva a piedi prima Monte Casale, in Valtiberina, e poi Le Celle, in Valdichiana.

Monte Casale, antico lebbrosario sopra Sansepolcro, ha molto in comune con La Verna: natura incontaminata e posizione panoramica. Seppur piccolo e molto “francescano”, non è privo di opere d’arte ma, soprattutto è un luogo che evoca la parabola dei cavolfiori e quella dei ladroni, che esprimono concetti fondamentali della catechesi francescana.

Infine l’Eremo delle Celle, in una vallecola profonda sita ai piedi di Cortona: finché non vi si arriva, non si sospetta di trovare quel luogo magico dove Francesco, ormai quasi cieco, dettò il suo testamento spirituale.

 

 

Durata: si tratta di tre mezze giornate, dedicate in ordine al Santuario della Verna (3 h max), all’Eremo di Monte Casale e al borgo di Sansepolcro (3 h max), alle Celle e al centro storico di Cortona (3 h max)

Nessun ingresso da pagare; offerta libera al Museo del Santuario della Verna.

 

 

 

 

 

Questo è un percorso che tocca tutti i siti archeologici di Cortona: i celebri ipogei del Sodo, presso i quali sono state scavate molte altre tombe risalenti anche al VII s. c.C., le Tanelle del periodo ellenistico che si trovano sulle pendici della collina ed i sorprendenti resti archeologici della stessa Cortona. Infine, un museo speciale, il MAEC, dove vedremo i reperti provenienti dai siti visitati.

 

Durata: h 4,20 Considerata la durata dell’escursione, è prevista una breve pausa pranzo fra le prime h 2,30 ed il resto dell’a passeggiata che terminerà nel primo pomeriggio.

Ingressi da pagare: Melone 1 del Sodo, Tanella di Pitagora, MAEC.

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

 

Dopo la visita della chiesa di San Domenico scopriremo spazi verdi appartati e panoramici di grande bellezza, fino ad arrivare al Santuario di Santa Margherita da cui scenderemo per sentieri, vicoli e strade medievali fino al cuore della Cortona civica e turistica.

 

Durata: h 3

Nessun ingresso da pagare

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

 

L’eremo delle Celle di Cortona è una tappa fondamentale del percorso francescano in provincia di Arezzo; lo raggiungeremo attraversando la verde campagna cortonese, per poi salire fino al Santuario di una famosa terziaria francescana, Santa Margherita. Infine, scenderemo fino all’ imponente chiesa di San Francesco progettata dall’ intrigante fra’ Elia Coppi che l’ha lasciata custode di importanti reliquie francescane.

 

Durata: h 3,10

Nessun ingresso da pagare

Obbligatorio: bastoncini, kway, cambio, felpa, acqua. NO zaino. Nei gruppi assistiti da un istruttore i bastoncini verranno forniti.

 

 

 

 

Valtiberina

La Valtiberina aretina corrisponde all’alta valle del Tevere che scivola sinuoso fra l’Alpe di Catenaia e l’Alpe della Luna. I suoi ariosi e rilassanti panorami sono celebrati dalla storia dell’arte, perché si ritrovano nei dipinti di Piero della Francesca; tuttavia, la valle evoca anche altre importanti personalità come Michelangelo, nato a Caprese, e Leonardo da Vinci, autore del famoso affresco perduto sulla Battaglia di Anghiari, combattuta ai piedi di quel borgo nel 1440.

Zona di transito fin dall’antichità, crocevia di culture diverse, sede di importanti abbazie benedettine che accolsero la riforma di San Romualdo, la Valtiberina è ancora punteggiata da eremi immersi in boschi verdi e ricchi di funghi e tartufi che caratterizzano la gastronomia locale. Iniziative originali come i Diari di Pieve Santo Stefano e la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, rievocazioni storiche come il Palio della Balestra di Sansepolcro ed eventi popolari come la Tovaglia a Quadri e la Scampanata di Anghiari, ci parlano di un territorio particolarmente vivace e tutto da scoprire!

 

E’ difficile dire se il fascino di Sansepolcro è dovuto maggiormente alla presenza di un famoso museo, alla qualità dell’aria e della vita dei suoi abitanti oppure alla bellezza diffusa in molti dei suoi monumenti; fatto sta che Sansepolcro è una cittadina nella quale è bello vagare alla scoperta di capolavori conclamati o nascosti …

Visita guidata al centro storico di Sansepolcro con la Fortezza, la Casa di Piero della Francesca, il Palazzo Pretorio, il Palazzo delle Laudi, la splendida cattedrale, Piazza Torre di Berta e le vie del centro ricche di torri e palazzi nobiliari.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

La città di Sansepolcro è strettamente legata a Piero della Francesca: vi è nato e morto, c’è ancora la sua casa che parla della sua cultura e dei suoi legami familiari; infine, c’è il Museo Civico che accoglie ben quattro sue opere, fra le quali “la Resurrezione”, l’emblema della città.

Il tour comprende gli esterni della Casa di Piero della Francesca, la cattedrale, piazza Torre di Berta, Via XX settembre ed il Museo Civico.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Museo Civico

 

 

 

 

 

 

Piero è stato generoso con la sua terra: nel Museo Civico di Sansepolcro si trovano San Ludovico, San Giuliano, il Polittico della Madonna della Misericordia e “il dipinto più bello del mondo”, la Resurrezione. Non lontano dalla sua città c’è Monterchi che cela un’immagine rara che colpisce per il suo aspetto sia divino che umano: la celebre Madonna del Parto.

A Monterchi sarà possibile entrare, con lo stesso biglietto, in un altro museo che è decisamente inconsueto: il Museo delle Bilance.

 

Durata: 3 h max

Ingressi da pagare: Museo Civico di Sansepolcro, Museo della Madonna del Parto di Monterchi.

 

 

 

 

Aboca è una località su Via Maggio, la strada che va al mare; è entrata in rapporto con Sansepolcro, perché il Sig. Mercati vi ha iniziato una coltivazione di erbe salutari, le ha commercializzate con l’omonimo marchio, quindi ha restaurato un centralissimo palazzo barocco di Sansepolcro e vi ha aperto il Museo di Aboca, un museo sensoriale davvero unico!

Il tour comprende la visita del centro storico di Sansepolcro con le sue emergenze storico-artistiche e, naturalmente, il Museo di Aboca.

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Museo di Aboca

 

 

 

 

Non è da poco trovare in una cittadina come Sansepolcro un museo molto particolare, il Museo di Aboca, un altro museo con un patrimonio unico di dipinti, il Museo Civico, ed una cattedrale-museo con un’opera sorprendente come il “Volto Santo”.

Eppure, la cifra di Sansepolcro è soprattutto una bellezza diffusa che si coglie anche nelle piccole chiese: invito dunque a scoprire la chiesa di San Rocco con le sue belle opere lignee ed il sottostante oratorio, la chiesa di San Lorenzo con il celebre e turbativo “Compianto sul Cristo morto” di Rosso Fiorentino, infine la chiesa di Sant’Antonio con il monumentale stendardo processionale di Luca Signorelli.

Visiteremo, naturalmente, anche la cattedrale e passeggeremo per Piazza Torre di Berta e per le vie del centro storico, ricche di torri e di palazzi nobiliari.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

Sansepolcro ha la sua Montagna, toponimo che realmente esiste nell’area montuosa che le sta alle spalle e che fa parte del rilievo preappenninico noto come Alpe della Luna. Monte Casale, seppur prossimo a Sansepolcro, si trova a 800 metri di altitudine, in posizione dominante, ed è circondato da una natura incontaminata: l’originario lebbrosario che qui si trovava, fu donato a San Francesco che lo trasformò in un eremo nel quale sostava nei suoi viaggi dalla Verna ad Assisi.

Chiesetta raccolta con una Madonna lignea trecentesca, bel crocifisso, celle anguste abitate da santi francescani, pace assoluta.

 

Durata: 6 h max con la visita pomeridiana del centro storico di Sansepolcro

Nessun ingresso da pagare.

 

 

 

 

 

Anghiari è un bel borgo pittoresco abbarbicato su una collina dalla quale domina tutta l’Alta Valtiberina aretina; è facile godere della visita, perché si cammina all’ingiù! Scopriremo l’antico Palazzo Pretorio, la Badia, passeggeremo sugli spalti fino ad arrivare all’antico mercatale, presso il quale si trova la Manifattura Busatti: sorta a metà dell’Ottocento, produce stoffe per la casa con raffinate decorazioni, utilizzando filati di prima qualità e telai che appartengono all’archeologia industriale. Per novembre e dicembre propongo anche la visita ad un antico mulino per vederlo in funzione, mangiare una bruschetta e, magari, comprare dell’ottimo olio d’oliva toscano.

In qualunque mese dell’anno, invece, è possibile acquistare i “bringoli” di Anghiari, cioè i “pici”, insomma, la pasta ideale per preparare degli ottimi primi piatti, perché ad Anghiari le antiche tradizioni si gustano ancora!

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

Anghiari è un borgo antico, pittoresco e molto vitale: dal 1998 è “la Città dell’Autobiografia”, collegata idealmente alla vicina Pieve Santo Stefano, “la Città dei Diari”. Sono numerose le persone che si iscrivono ai corsi della Libera Università dell’Autobiografia e, dal 2011, quelle che partecipano al suo Festival dell’Autobiografia in settembre: tre giorni dedicati alle narrazioni autobiografiche che hanno luogo nell’antico teatro, ma anche in molti angoli del borgo.

Visita del centro storico di Anghiari in occasione di questo evento per passeggiare nel tempo, affacciati sulla Valtiberina, laddove venne combattuta la celebre battaglia di Anghiari il 29 giugno 1440. La visita potrebbe includere anche il Museo della Battaglia che offre anche uno spaccato della cultura e della civiltà dell’Alta Valle del Tevere; in alternativa, il Museo Taglieschi che ospita, in quella che fu l’abitazione di un capitano di ventura del XV secolo, una grande varietà di oggetti pregevoli e capaci di sorprendere.

 

Durata: 3 h max

Ingressi da pagare: Museo della Battaglia o Museo Taglieschi.

 

 

 

 

Anghiari è un borgo appartato e pittoresco che domina la Valle del Tevere dall’alto della sua collina; è un intrico di viuzze medievali che si animano in particolare alla fine di  aprile, in occasione della Fiera dell’Artigianato, o i primi giorni di novembre quando vi si svolge la sagra eno-gastronomica “I cento gusti dell’Appennino”.

Visita guidata alla Piazza del Comune, alla Badia e al Museo della Misericordia, agli spalti e al Borghetto per giungere, infine, in Piazza Baldaccio d’Anghiari.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare.

 

 

 

 

Dopo anni di diatribe fra Chiusi della Verna e Caprese circa i natali di Michelangelo, questi sono diventati appannaggio del secondo borgo, immerso nei boschi della Valtiberina. Visiteremo la sommità fortificata del colle con la Casa del Podestà, nella quale nacque Michelangelo nel 1476, mentre in un edificio adiacente vedremo copie in gesso di famose opere del grande artista, oltre ad opere di scultori italiani del XIX e del XX secolo. E’ consigliabile pranzare in uno dei ristoranti del borgo: Caprese è luogo di funghi!

 

Durata: 3 h max

Ingresso da pagare: Museo Michelangiolesco.

 

 

 

 

Dal 1984 Pieve Santo Stefano è nota come la “Città dei Diari”: tracce di vita lasciate, anche su improbabili supporti, da un’umanità affaticata e desiderosa di testimoniare il proprio passaggio … L’intuizione di Saverio Tutino ha prodotto, fra le altre cose, un vero e proprio museo; visiteremo anche il Santuario della Madonna dei Lumi e la Propositura, dove esperti plasticatori hanno lasciato opere molto belle.

 

Durata: 3 h max

Nessun ingresso da pagare

 

 

 

 

Per chi è motivato e ha un giorno e mezzo a disposizione suggerisco questo percorso che prende le mosse dalla Verna, il monte donato a San Francesco dal Conte Orlando Cattani nel 1213. Alla Verna le tracce lasciate da San Francesco sono numerose e ancor più quelle lasciate dalla devozione popolare, come le splendide Robbiane: arte e misticismo sono inscindibili.

Non sappiamo quante volte il “poverello di Assisi” si sia recato lassù, ma sappiamo per certo che per tornare ad Assisi egli raggiungeva a piedi prima Monte Casale, in Valtiberina, e poi Le Celle, in Valdichiana.

Monte Casale, antico lebbrosario sopra Sansepolcro, ha molto in comune con La Verna: natura incontaminata e posizione panoramica. Seppur piccolo e molto “francescano”, non è privo di opere d’arte ma, soprattutto, è il luogo che evoca la parabola dei cavolfiori e quella dei ladroni, che esprimono concetti fondamentali della catechesi francescana.

Infine l’Eremo delle Celle, in una vallecola profonda sita ai piedi di Cortona: finché non vi si arriva, non si sospetta di trovare quel luogo magico dove Francesco, ormai quasi cieco, dettò il suo testamento spirituale.

 

 

Durata: si tratta di tre mezze giornate, dedicate in ordine al Santuario della Verna (3 h max), all’Eremo di Monte Casale e al borgo di Sansepolcro (3 h max), alle Celle e al centro storico di Cortona (3 h max)

Nessun ingresso da pagare; offerta libera al Museo del Santuario della Verna.

 

 

 

 

Questo tour permette di scoprire la gran quantità di capolavori Pierfrancescani esistenti nella provincia di Arezzo. Inizia nell’Alta Valtiberina, a Sansepolcro: nel piccolo, ma ricco Museo Civico sono presenti diverse sue opere, compreso “il più bel dipinto del mondo”, la Resurrezione. Una passeggiata nell’arioso ed elegante centro storico ci permetterà di scoprire, fra gli altri monumenti, la Casa di Piero della Francesca e una preziosa cattedrale. La vicina Monterchi sarà la sosta successiva per godere dell’ insolita rappresentazione di una giovane Madonna incinta, fragile e … divina. Nel pomeriggio sarà il turno di Arezzo, nella cui cattedrale si trova la Santa Maria Maddalena dell’autore; tuttavia, la meta principale sarà la Cappella Bacci nella trecentesca Basilica di san Francesco, perché ospita il celebre ciclo di affreschi che da solo può giustificare un viaggio: “La Leggenda della Vera Croce”.

 

Durata: 6 h max

Ingressi da pagare: Museo Civico di Sansepolcro, Museo della Madonna del Parto, Basilica di San Francesco, previa prenotazione obbligatoria.